
Gola del Bottaccione
Il libro di pietra che raccontò la fine dei dinosauri

Un sentiero sospeso sull'acqua che dissetò Gubbio
XIII–XIV secolo
Gola del Bottaccione. Coordinate (bacino): 43.3669, 12.5829
Il nome "Bottaccione" viene dal termine dialettale per il bacino di raccolta delle acque di un mulino. La località compare già nel luglio 1190 come Foce Caminiana. Qui i maestri eugubini sbarrarono il torrente Camignano con una diga e crearono un invaso artificiale. Da lì partiva il Condotto Maggiore, l'acquedotto che portava l'acqua alla città.
Il canale lascia la gola a oltre 600 metri di quota. Corre per circa 1,6 km a mezza costa lungo il monte Ingino e scende con una pendenza leggerissima, appena 25 metri di dislivello, fino a un serbatoio presso il Cassero, a 575 metri. La parte trecentesca dell'opera è attribuita a Matteo di Giovannello detto Gattapone, il maestro eugubino legato alla grande stagione edilizia della città. Le riparazioni documentate (1377, 1435, 1492, 1733, 1816) mostrano quanto l'acqua fosse preziosa per la città.
Oggi la passerella che corre accanto al canale è un sentiero panoramico tra i più suggestivi dell'Appennino umbro. La messa in sicurezza è stata completata nel 2017.

Il libro di pietra che raccontò la fine dei dinosauri