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Quaranta cipressi pensati per quaranta vite

Il segreto del piede urbinate
Gubbio entrò nei domini dei Montefeltro nel 1384. Intorno al 1470 Federico da Montefeltro fece trasformare le case di famiglia in una residenza rinascimentale, detta "Corte Nuova".
Gubbio entrò nei domini dei Montefeltro nel 1384. Intorno al 1470 Federico da Montefeltro fece trasformare le case di famiglia in una residenza rinascimentale, detta "Corte Nuova". Il progetto è attribuito al senese Francesco di Giorgio Martini. Il cuore del palazzo è il cortile, giocato sul contrasto fra laterizio e pietra serena, con capitelli finemente scolpiti. Tutte le sue proporzioni derivano dal "piede urbinate", l'unità di misura riportata su una lapide con le iniziali "Federico Duca" (umbriatourism). Ogni elemento ne è un multiplo o un sottomultiplo.
Il palazzo aveva uno studiolo rivestito di tarsie lignee, disegnato da Francesco di Giorgio e realizzato dalla bottega fiorentina di Giuliano da Maiano (con Benedetto, secondo Wikipedia EN) intorno al 1478-82. Nel 1874 fu smontato e portato in una villa a Frascati. Nel 1939 lo acquistò il Metropolitan Museum di New York, dove si trova ancora. Dal 2009 a Gubbio se ne può vedere una replica realizzata dalla bottega eugubina Minelli. Al piano terra un'area archeologica mostra resti di abitazioni medievali più antiche del palazzo.
• il cortile;
• gli appartamenti ducali con camini monumentali, armadi e scuri originali;
• il bagno di Battista Sforza, la giovane moglie di Federico, che morì in questo palazzo;
• la replica dello studiolo.
Dal dicembre 2014 il palazzo è museo statale ed è oggi gestito dalla Direzione regionale Musei Umbria.
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