
Castello di Petroia
La culla segreta del duca di Urbino

Dalla palude alla villa dei vescovi
intorno all'anno 1000; aspetto definitivo nel 1539
Stazione di Padule, lungo la strada Gubbio–Gualdo Tadino.
Il castello sorse intorno all'anno Mille dentro il feudo di Alfiolo, creato secondo la tradizione dall'imperatore Ottone II. Rimasto senza eredi, passò al vescovo di Gubbio, che lo affidò a ordini religiosi. I religiosi bonificarono la palude sottostante, da cui prende il nome la frazione di Padule.
Nel XII secolo il castello divenne una badia. Con attività agricole, laboratori, scuole e ospizi era quasi una piccola città. Nel 1444 tornò al vescovo, che ne fece la residenza estiva dei vescovi eugubini. Raggiunse l'aspetto attuale nel 1539: pianta quadrangolare, cortili, cantine e una chiesa interna. Dopo l'Unità d'Italia passò al demanio dello Stato e poi a privati. Oggi è sede di un'azienda agricola.

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