
La Gola dell’Iridio
Il libro di pietra che raccontò la fine dei dinosauri

Il libro di pietra che raccontò la fine dei dinosauri
rocce dal Giurassico finale (circa 145 milioni di anni fa) al Miocene (circa 13 milioni di anni fa)
lungo la SS 298 Gubbio–Scheggia, tra il monte Ingino e il monte Foce (o Calvo).
A due chilometri da Porta Metauro il torrente Camignano ha scavato una gola. Le sue pareti sono un archivio di oltre cento milioni di anni di storia della Terra: strati di calcare depositati sul fondo dell'antico oceano della Tetide.
In uno strato sottile di argilla rossastra, negli anni Settanta, il geologo statunitense Walter Álvarez misurò una concentrazione anomala di iridio. Era almeno trenta volte superiore al normale. L'iridio è un metallo raro sulla Terra e frequente nei meteoriti. Con il padre Luis, premio Nobel per la fisica, e con altri ricercatori di Berkeley (Frank Asaro e Helen Michel), arrivò a un'ipotesi clamorosa. La pubblicarono su Science nel 1980: l'estinzione di fine Cretaceo, quella dei dinosauri, era stata causata dall'impatto di un asteroide. All'inizio degli anni Novanta fu individuato nello Yucatán un cratere di circa 180 km compatibile con l'ipotesi. Il dibattito scientifico sulle cause dell'estinzione resta comunque aperto.
La gola ha altri primati. Il "livello Bonarelli", descritto nel 1891, registra un evento anossico di circa 94 milioni di anni fa. Il sito è stato scelto come riferimento mondiale (GSSP, il cosiddetto "chiodo d'oro") per l'inizio del piano Campaniano, circa 83,6 milioni di anni fa.

Il libro di pietra che raccontò la fine dei dinosauri

Prima di essere famosa per i dinosauri, la Gola del Bottaccione era una centrale di energia. Una diga sul torrente Camignano (il "Bottaccione") regolava l'acqua che, deviata in un
Agostino Steuco (Gubbio 1497 – Venezia 1548) — umanista, bibliotecario della VaticanaFoto in arrivoSi chiamava Guido; canonico a San Secondo prese il nome di Agostino. Nel 1538 Paolo III lo nomina bibliotecario vaticano. Opera maggiore: «De perenni philosophia». Inviato al Conci

Un sentiero sospeso sull'acqua che dissetò Gubbio