
Mausoleo dei Quaranta Martiri
Quaranta cipressi pensati per quaranta vite

Quaranta nomi e un muro che ricorda
eccidio del 22 giugno 1944; mausoleo del 1949
presso la chiesa della Madonna del Prato, via Perugina.
Nel pomeriggio del 20 giugno 1944 una pattuglia di partigiani dei GAP uccise un ufficiale medico tedesco al caffè Nafissi e ferì un altro soldato. Il comando tedesco aveva minacciato rappresaglie di quaranta civili per ogni ufficiale. La sera stessa il vescovo Ubaldi ottenne la promessa che non ci sarebbero state rappresaglie se non fossero avvenuti altri incidenti. Il giorno dopo però i rastrellamenti ripresero.
All'alba del 22 giugno quaranta eugubini, uomini e donne di ogni età e mestiere, furono condotti dalle scuole di via Perugina davanti a un muro e fucilati. L'ordine venne dal generale Johann Karl Bölsen, comandante della 114ª divisione Jäger. Il muro con i fori dei proiettili è ancora visibile davanti al mausoleo.
Il mausoleo fu eretto nel 1949 su progetto di Pietro Porcinai, uno dei maggiori architetti del paesaggio italiani del Novecento. Dentro ci sono quaranta sarcofagi di marmo, ciascuno con il nome e la fotografia di una vittima. Il primo progetto prevedeva quaranta cipressi, poi ridotti per mancanza di spazio.

Quaranta cipressi pensati per quaranta vite