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Quaranta cipressi pensati per quaranta vite

Quaranta cipressi pensati per quaranta vite
eccidio del 22 giugno 1944; mausoleo costruito dal 1947 e inaugurato il 22 giugno 1949
Via del Mausoleo, Gubbio (presso la chiesa della Madonna del Prato)
Il pomeriggio del 20 giugno 1944, nel caffè Nafissi in centro, una pattuglia GAP uccise un tenente medico tedesco e ne ferì un altro. Nei due giorni successivi i tedeschi rastrellarono circa 160 civili e li rinchiusero nelle scuole elementari di via Perugina. Il vescovo Beniamino Ubaldi chiese invano di risparmiarli. All'alba del 22 giugno quaranta ostaggi furono uccisi a raffiche di mitra e finiti a colpi di pistola, poi sepolti in una fossa scavata da altri prigionieri. Fra loro c'erano due donne, madre e figlia. Il più giovane aveva 17 anni, il più anziano circa 61. L'ordine della rappresaglia venne dal generale Johann Karl Bölsen, comandante della 114ª Jäger-Division.
Il mausoleo sorge sul luogo dell'esecuzione. Fu progettato dall'architetto Pietro Fringuelli, con la sistemazione del giardino del paesaggista Pietro Porcinai. Il progetto iniziale prevedeva quaranta esili cipressi intorno a un mausoleo sobrio, ma lo spazio ridotto lo rese difficile da realizzare. All'interno ci sono 40 sarcofagi in marmo, quasi tutti con nome e fotografia. Un'inchiesta tedesca (Procura di Stoccarda) fu archiviata nel 1967. Il fascicolo italiano, riaperto nel 1995, fu archiviato anch'esso perché non era possibile identificare gli esecutori: nessun processo si è mai celebrato.
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Quaranta nomi e un muro che ricorda