
Una piazza sospesa nel vuoto
La piazza sospesa nel vuoto
I Quaranta MartiriFoto in arrivoQuaranta cipressi pensati per quaranta vite
Il pomeriggio del 20 giugno 1944, nel caffè Nafissi in centro, una pattuglia GAP uccise un tenente medico tedesco e ne ferì un altro. Nei due giorni successivi i tedeschi rastrellarono circa 160 civili e li rinchiusero nelle scuole elementari di via Perugina.
Il pomeriggio del 20 giugno 1944, nel caffè Nafissi in centro, una pattuglia GAP uccise un tenente medico tedesco e ne ferì un altro. Nei due giorni successivi i tedeschi rastrellarono circa 160 civili e li rinchiusero nelle scuole elementari di via Perugina. Il vescovo Beniamino Ubaldi chiese invano di risparmiarli. All'alba del 22 giugno quaranta ostaggi furono uccisi a raffiche di mitra e finiti a colpi di pistola, poi sepolti in una fossa scavata da altri prigionieri. Fra loro c'erano due donne, madre e figlia. Il più giovane aveva 17 anni, il più anziano circa 61. L'ordine della rappresaglia venne dal generale Johann Karl Bölsen, comandante della 114ª Jäger-Division.
Il mausoleo sorge sul luogo dell'esecuzione. Fu progettato dall'architetto Pietro Fringuelli, con la sistemazione del giardino del paesaggista Pietro Porcinai. Il progetto iniziale prevedeva quaranta esili cipressi intorno a un mausoleo sobrio, ma lo spazio ridotto lo rese difficile da realizzare. All'interno ci sono 40 sarcofagi in marmo, quasi tutti con nome e fotografia. Un'inchiesta tedesca (Procura di Stoccarda) fu archiviata nel 1967. Il fascicolo italiano, riaperto nel 1995, fu archiviato anch'esso perché non era possibile identificare gli esecutori: nessun processo si è mai celebrato.

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