Abbazia di Vallingegno (San Verecondo)Foto in arrivoAbbazia di Vallingegno (San Verecondo)
Dove Francesco fu accolto come sguattero

Dove gli eremiti della gola trovarono una regola
prime notizie nel 1331, monastero dal 1342
Valle del Bottaccione.
Ben prima del monastero, le pareti della gola ospitavano eremiti. La prima notizia certa è del 1331, quando il vescovo Pietro Gabrielli eleva l'eremo a priorato. Nel 1342 dà ai solitari la regola di sant'Agostino e il priorato diventa monastero.
Da questa valle nacque un'esperienza di respiro nazionale. Nel 1419 papa Martino V unì Sant'Ambrogio al monastero di San Salvatore di Bologna. Ne derivò la congregazione dei Canonici regolari del Santissimo Salvatore, detti "renani". Tra le figure legate al luogo c'è il beato Stefano Agazzari, discepolo di santa Caterina da Siena. C'è anche il beato Arcangelo Canetoli, morto nel 1513: dal 1760 le sue spoglie riposano sotto l'altare maggiore.
La storia più curiosa riguarda Agostino Steuco, umanista eugubino e bibliotecario della Santa Sede. Morì a Venezia nel 1548, durante una sospensione del Concilio di Trento. Nel 1591 le sue ossa furono riportate qui, tra le rocce della gola dove riposano ancora.
Dopo l'abbandono del Novecento, il complesso è stato restaurato con lavori conclusi nel 2000.
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