
Basilica di Sant'Ubaldo
Il santo che custodisce la città dall'alto

La chiesa che mostra solo un fianco alla città
fine XII – XIV secolo (avvio intorno al 1190-94; facciata 1326-1345); restauri 1913-1918
Via Federico da Montefeltro, Gubbio
Chi sale a Gubbio vede del Duomo soprattutto il lungo fianco, addossato al pendio del monte Ingino, più in alto di Palazzo dei Consoli. Il cantiere partì intorno al 1190-94 su un'area concessa dal vescovo Bentivoglio, con progetto attribuito a Giovanni da Gubbio. Le forme essenziali erano compiute nel 1229 e la chiesa fu ampliata nel 1336. La facciata si deve al vescovo Pietro Gabrielli (1326-1345), che volle essere sepolto proprio lì, in una nicchia sul lato interno. Attorno al finestrone ci sono cinque bassorilievi del Duecento, probabilmente recuperati dalla chiesa precedente: i simboli dei quattro evangelisti e l'Agnus Dei.
L'interno è una sola navata, scandita da dieci archi ogivali che reggono il tetto a capriate: è la tipica "chiesa ad archi" eugubina. Fra il 1913 e il 1918 un restauro tolse le aggiunte barocche, fra cui una ventina di altari, e riportò l'edificio al suo aspetto gotico. Sotto l'altare maggiore un sarcofago d'epoca romana custodisce le reliquie dei santi titolari Mariano e Giacomo.
• la Madonna col Bambino tra santi di Sinibaldo Ibi (1507);
• la pala della Maddalena: la tradizione la attribuisce a Timoteo Viti (1521), ma studi recenti la datano al 1526-29 circa e la danno a Giuliano Presutti (secondo Key to Umbria; dato da verificare);
• la Pietà di Dono Doni, ispirata a quella di Michelangelo;
• il Giudizio universale di Virgilio Nucci (1569), la sua prima opera datata (secondo Key to Umbria; dato da verificare);
• nella barocca cappella del Sacramento, gli affreschi di Francesco Allegrini e la Natività della Vergine di Antonio Gherardi.

Il santo che custodisce la città dall'alto

Dove Francesco trovò rifugio dopo aver lasciato tutto

Il fumetto quattrocentesco di Ottaviano Nelli