La confraternita incappucciata
Questa chiesa, legata dal Quattrocento a una confraternita, ha una facciata rinascimentale sobria e un interno barocco ricco di stucchi seicenteschi. Ogni anno, la sera del Venerdì Santo, da qui parte la Processione del Cristo Morto. I confratelli, con veste bianca e cappuccio, portano le statue del Cristo morto e dell'Addolorata al suono di strumenti metallici, con bracieri accesi e il canto del Miserere. Secondo il FAI la Confraternita di Santa Croce della Foce è l'unica ancora attiva in città. Su Porta Metauro un affresco rovinato mostra santi e confratelli nelle loro vesti bianche (secondo Key to Umbria; dato da verificare).
Chiusa nel 2014, riaperta nel 2021
I problemi strutturali comparvero nel 2009 e nel 2014 la chiesa fu dichiarata inagibile. Nello stesso anno, al censimento FAI "I Luoghi del Cuore", 12.329 persone la votarono. I lavori furono finanziati con 2,4 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture (anche per mettere in sicurezza il torrente Camignano), con 30.000 euro di FAI e Intesa Sanpaolo per il soffitto del presbiterio e con il sostegno della Soprintendenza. La chiesa ha riaperto il 17 luglio 2021.
Da non perdere
• la Madonna col Bambino e santi di Francesco Allegrini (1668);
• il San Carlo Borromeo di Alessandro Brunelli;
• lo stendardo cinquecentesco con l'Adorazione della Croce di Pietro Paolo Baldinacci e del suo allievo Silvio;
• le statue lignee del Cristo e dell'Addolorata di Carlo Magistretti e Domenico Valli.