Il palazzo, detto anche Palazzo di Cante Gabrielli, fu costruito a fine Duecento su terreni della famiglia Gabrielli, in stile gotico umbro e in pietra grigia locale. L'architetto è sconosciuto. Era insieme residenza privata e sede pubblica di Cante Gabrielli (nato intorno al 1260), capitano del popolo e di fatto signore della città dal 1300. Al pianterreno si aprono quattro arcate ogivali, al primo piano quattro grandi finestre ogivali, al secondo sei finestre più piccole. Quando Gubbio passò ai duchi di Urbino, nel 1384, la carica di capitano del popolo fu abolita e l'edificio venduto. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1967 lo acquistò Dante Minelli, che lo restaurò nel 1970.
Da Gubbio a Firenze
Cante Gabrielli fu podestà di Firenze nel 1298 e di nuovo dal novembre 1301 al giugno 1302. In questa veste firmò due sentenze contro Dante Alighieri. Quella del 27 gennaio 1302 comminava una multa, l'esilio e l'esclusione dagli uffici pubblici. Quella del 10 marzo 1302 condannava il poeta al rogo in contumacia.
Documentato a Bologna tra 1268 e 1271. Dante lo incontra tra i superbi (Purgatorio XI) e lo chiama «l'onor d'Agobbio e l'onor di quell'arte»; Oderisi ammette che ormai la fama spet
Cante Gabrielli (c. 1260 – dopo il 1322) [Discrepanza: anche 1335] — l'eugubino che esiliò DanteFoto in arrivo
Guelfo, podestà di Firenze dal 9 novembre 1301: il 27 gennaio 1302 condanna Dante a multa, esclusione dalle cariche ed esilio; il 10 marzo 1302 la pena diventa il rogo in caso di c
Il podestà che esiliò Dante era eugubino: Cante Gabrielli.Foto in arrivo